Gli US Open 2025 non smettono di regalare colpi di scena. Questa volta, però, non si tratta di uno scambio spettacolare sul cemento di Flushing Meadows, bensì di una polemica destinata a far discutere a lungo il mondo del tennis.

Tutto è iniziato quando Iva Jović, giovane promessa serba in rapida ascesa, ha presentato una petizione ufficiale al Comitato Organizzatore del torneo. Secondo la giocatrice, la collega italiana Jasmine Paolini avrebbe violato la regola del “tocco di racchetta” durante un momento cruciale del secondo set del loro incontro. L’episodio, a suo dire, avrebbe avuto un impatto determinante sull’andamento della partita, favorendo la vittoria della toscana.
La richiesta di Jović non si è fermata a una semplice segnalazione: la serba ha chiesto la revisione immediata dell’intero incidente e, in maniera clamorosa, ha persino invocato l’annullamento del risultato finale. Una mossa senza precedenti che ha rapidamente catturato l’attenzione dei media e dei tifosi.
Il Comitato Organizzatore, sorpreso dalla formalità della petizione, ha dichiarato che avrebbe preso in esame la richiesta, pur ricordando che le decisioni arbitrali durante il match sono generalmente definitive. Nel frattempo, sui social, si è scatenata una tempesta di opinioni: da una parte chi sosteneva Jović, dall’altra chi accusava la serba di cercare un pretesto per giustificare la sconfitta.
In questo clima di tensione crescente, Jasmine Paolini ha scelto il momento giusto per rompere il silenzio. Conosciuta per la sua discrezione e il suo atteggiamento sempre positivo, la campionessa italiana ha sorpreso tutti con una dichiarazione breve, ma tagliente. Interrogata dai giornalisti, Paolini ha risposto con esattamente dieci parole:
“Io gioco con cuore, non con polemiche né scuse inutili.”
La frase, semplice ma potentissima, ha immediatamente fatto il giro del mondo. Jović, presente in sala stampa, non ha replicato, restando visibilmente spiazzata. I media internazionali, invece, hanno subito amplificato l’eco della risposta: chi ha elogiato la maturità di Paolini, chi ha criticato l’atteggiamento di Jović, chi ha aperto un dibattito acceso sulla rigidità o meno delle regole del tennis moderno.
Molti ex campioni sono intervenuti. Alcuni hanno sottolineato che episodi simili fanno parte della normalità del gioco e che raramente incidono in modo decisivo sull’esito di una partita. Altri hanno invece riconosciuto il diritto di Jović a far valere le proprie ragioni, pur invitandola alla prudenza nel non trasformare una sconfitta in una battaglia legale.
Per i tifosi italiani, le dieci parole di Paolini sono già diventate un mantra. “Ha dimostrato di avere non solo talento, ma anche carattere”, ha scritto un fan su X. “È così che si risponde: con dignità e forza interiore”, ha commentato un altro.
Resta da vedere come il Comitato Organizzatore si pronuncerà ufficialmente sulla petizione. Una cosa, però, è certa: al di là delle decisioni tecniche, questa vicenda ha mostrato ancora una volta che nel tennis non si gioca soltanto con la racchetta, ma anche con le parole. E Jasmine Paolini, con le sue dieci parole, ha saputo conquistare un altro match – quello dell’opinione pubblica.